Casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra!
Note di regia
(Clicca sulle immagini per ingrandirle)
Un
verme, essere immondo, essere da nulla, che osserva le sozzure dell’homo bellicus, dell'homo homini lupus.
“Casca il mondo casca la terra
tutti giù per terra” è il dramma dell'uomo che fa la guerra
visto da sottoterra, laddove finiscono sangue e carni maciullate
da bombe, fucili, machete, ogni volta che il mondo ci ricasca, ogni volta
che la terra ridiventa teatro di guerra.
Ogni volta che un padre viene
strappato ad un figlio da una granata. Come ad Anzio o a Kigali
o a Baghdad o a...
Ogni volta che viene infranto
il sogno di pace di ogni dopoguerra. Come dopo 
Ogni volta che a dei reduci di guerra si succedono altri
reduci di guerra. Come...
Ogni volta che l'orizzonte di speranza di una Rosa Gialla
viene oscurato dai cingoli dei carri armati. Come
a piazza Tienanmen.
Ogni volta che l'imperativo di speranza "nessuno uccida i bambini" si trasforma
nel triste indicativo passato "sono
stati uccisi dei bambini". Come a Beslan,
a centinaia.
Sono cinque le canzoni dei Pink
Floyd, con liriche di Roger
Waters, che innervano
"Casca il mondo casca la terra tutti giù per terra",
ovvero un monologo che è una sferzante invettiva
contro l'irragionevolezza dell’uomo che razionalmente programma e
compie il male assoluto, ossia la guerra. Ed è il monologo di un verme,
"'nzivato,chiavico e merduso",
che dal basso della sua condizione urla alto il dolore alla vista delle
carni e del sangue umani che ancora e ancora lo sporcano e lo insozzano.
Così come in un teatro di guerra non ci sono protagonisti e spettatori ma tutti sono
drammaticamente sulla scena, così in "Casca
il mondo casca la terra tutti giù per terra", che è teatro
sulla guerra, la scena viene
portata tra gli spettatori che ne diventano coprotagonisti
sia per scelta registica, sia per conseguire l'antico
effetto catartico del male visto da vicino
per ritrarsene, sia per unirsi coreuticamente
al verme in un girotondo di speranza che urla un forte NO al "tutti
giù per terra" di "Casca
il mondo casca la terra".
La sobrietà dell"allestimento scenico, la crudezza del testo, la veemenza della recitazione, sono al servizio di un teatro della riflessione che, illustrando l'inumana condizione bellica, punta a recuperare la fanciullezza della condizione umana restituendo alla purezza il girotondo di "Casca il mondo casca la terra tutti giù per terra".